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rumoredifondo

Filo diretto con il mio lobo frontale
May 29

meno male che ci sei tu, chicco....

[15.23.09] JiX: localizzami "polacca"
[15.24.57] Capemaster: la polacca è una che fa l'erasmus qui da noi
[15.25.07] JiX: ahhhhhhhhhhhhh
[15.25.25] JiX: definiscimi tasso di bombabilità di polacca
[15.26.05] Capemaster: nullo per me
[15.26.20] JiX: roger
[15.26.51] JiX: capito
[16.05.58] Capemaster: è una che de punto in bianco m'ha detto che io so il classico italiano
[16.06.08] Capemaster: che parla troppo e vuole essere una star
[16.06.13] Capemaster: mi sta sui coglioni
[16.06.16] Capemaster: 1. non parlo troppo
[16.06.25] Capemaster: 2. io SONO una star, dio maestro
[16.06.46] Capemaster: e poi, secondo me je rode perchè so l'unico che non c'ha provato co sta butterata del cazzo
April 15

sull' Amichevolezza

 

La ragione principe per cui mi odio è la mia ossessione di sentirmi speciale per qualcuno.

Ci sono giorni come oggi, giorni in cui  ripenso a tutto ciò che ho fatto per tenermi vicino quelle poche persone che a mio avviso meritavano. E sono giorni in cui mi prenderei a schiaffi.

 

C’è stato un lungo periodo nella mia vita in cui, da cane sciolto perennemente in fuga da ogni tipo di gruppo o “compagnia” nel senso esteso del termine, ho desiderato avere una vita sociale variegata e intensa, fatta di singole persone con le quali avessi un particolare livello di feeling.

SINGOLI. Per me un uscita a tre è gia una folla. Chi mi conosce lo sa fin troppo bene.

 

Vi vedo scorrere tutti davanti agli occhi in fila indiana. Ricordo tutti i vostri nomi, le vostre facce, le vostre idiosincrasie. Ricordo le vostre forze e le vostre debolezze. Mi ricordo del tuo bisogno di conferme…. mi ricordo della tua competitività…. mi ricordo della tua rigidità…. mi ricordo della tua incapacità di decidere cosa fare del tuo tempo….

Ho sempre pensato di valere qualcosa per ognuno di voi. Di essere irripetibile,. Di avere un sapore difficile da dimenticare. Era questo il bello, il motivo per cui ci perdevo tempo energie ed intensità. Era per questo che mi ero intestardito a preservare i rapporti e a trasformarli in qualcos’altro per farli sopravvivere al tempo. Era per questo che tante volte mi sono improvvisato giudice dei vostri guai, ed ho cercato di trovare soluzioni, forse anche con una certa faciloneria. Avevo l’ambizione di pensare che l’unicità della relazione sarebbe sopravvissuta al cambio di ruoli che spesso il mutare delle cose ci impone.

 

E fu proprio questo gesto di narcisismo a causare la mia caduta. Perché la verità è che al mondo l’unica cosa speciale è trovare qualcuno che assolva ai tuoi bisogni. Qualcuno che vada a colmare il senso di vuoto che ti porti dietro, qualunque forma abbia. Che metta la formina quadrata nel buco quadrato e quella esagonale in quello esagonale, perché sennò il buco rimane aperto e da li entra un freddo mortale. La gente ti incastra in un ruolo, e così facendo ti vincola a determinate sue esigenze…fino a che le assolvi, tutto bene.

 

Quando le esigenze cambiano diventi inservibile…. 

Quando non riesci più a colmare il fabbisogno, prima vieni redarguito e poi diventi inservibile.

Quando le condizioni che creavano il fabbisogno vengono meno, diventi inservibile.

 

Nella generazione in cui vivo, raramente diventare inservibile comporta un vaffanculo o un non sentirsi più. Hai servito degnamente l’azienda per tanti anni, non possono liquidarti così.

La prima cosa che si nota è una perdita di intimità, a cui segue una perdita del bisogno di sentirsi. Poi normalmente si creano, spesso ad arte, due o tre situazioni di incomprensione che giustifichino la dipartita, o peggio ancora si lanciano due tre inviti alla cazzo in situazioni in cui non c’entri niente, così tanto per potersi fregiare del ruolo di chi poi “alla fine t’ha cercato, oh”

Infine, quando le manfrine cadono, si viene retrocessi al ruolo di “perché non usciamo a prendere una birra, adesso, una sera di queste, quando capita”, oppure di amico via internet. Tutto sommato il tempo che perdo al lavoro tra un cliente e l’altro te lo posso anche dedicare, via, mi costa così poco…. E mi darà anche la sensazione che dopotutto non ti ho piantato in asso. Oppure ti richiamano ogni tanto…. E fanno gli amiconi, vogliono sentire tutto e sapere tutto, un bel bignami degli ultimi 10 mesi che mi faccia pensare che anche per quest’annata il mio dovere l’ho assolto.

 

 

Prima mi servivi, oggi non mi servi più.

Dopotutto è la dura legge del mercato.

Non sei tu che sei speciale. Non sei unico come un fiocco di neve. Speciale era il fatto che mi davi quello che mi serviva. Se hai cambiato idea, se hai idee differenti, non mi sei più di alcuna utilità. Se è arrivato qualcun altro nella mia vita che assolve alle mie esigenze, non mi sei più di alcuna utilità. Se non vuoi giocare secondo le mie regole, stai al tuo posto.

 

Ho una fila sterminata di cicisbei, e di amiconi o di ammiratori che sono disposti a stare al gioco.

Rimpiazzarti sarà l’ultimo dei problemi.

 

January 19

Under my will

  La prima canzone che abbiamo scritto, il primo abbozzo di video che abbiamo mai girato.. enjoy!

Discussione su YouTube - Under my will
  
November 12

Quinto potere - Sono incazzato nero


Amen.
YouTube - Quinto potere - Sono incazzato nero
  

Gioia è....

Scorrere le foto di una festa di carnevale all'asilo nido che guardi da anni.... sempre uguale...

E scoprire che quella bimba compita vestita di blu nell'angolo (che si vergogna della scarpe con le zeppe) è la tua ragazza.
October 23

più che marketing, spietato cecchinaggio

 
[16:55] DAVE : ciao cocco
[16:55] DAVE : la scena del giorno:
[16:55] DAVE : sai che da un pò di tempo me stresso un pò al lavoro e vado ripetendo che vorrei mettermi ad allevare tartarughe acquatiche
[16:55] JiX: DIMME
[16:55] DAVE : ecco oggi entro su gmail
[16:55] DAVE : vedo la solita pubblicità in alto non so se hai presente
[16:56] DAVE : ha una pubblicità che a volte si 'tara' sull'utente
[16:56] DAVE : (inquietante peraltro)
[16:56] DAVE : e leggo questo http://www.ippopet.it - Tutto per tartarughe acquatiche e terrestri, vasche ed accessori."
[16:56] DAVE : "Terrario per tartarughe - Tutto per tartarughe acquatiche e terrestri, vasche ed accessori."
[16:56] DAVE : FANTASTICO!!!
[16:57] JiX: no ma famme capi
[16:57] JiX: cioè
[16:57] JiX: gmail
[16:57] JiX: legge le tue conversazioni
[16:57] JiX: se fa i cazzi tuoi
[16:57] JiX: e te manda
[16:57] JiX: la pubblicità mirata?
[16:58] DAVE : esatto
[16:58] JiX: ma CRISTO
[16:58] DAVE : almeno questo ho elaborato
[16:59] DAVE : eh va beh starà sulle righe piccole da qualche parte
[16:59] DAVE : ma saà un software che fa il matching delle parole
[16:59] DAVE : mica un omino che legge
[16:59] JiX: sempre i cazzi tuoi sono!
October 20

IT IS ALIVE

 

Potremmo essere portati a pensare che l’informatica sia una materia figlia della matematica, e più specificatamente dell’algebra. Una materia in cui due più due fa invariabilmente quattro, e invertendo l’ordine dei fattori il risultato non cambia. Il regno delle certezze, dell’empirismo e della ripetibilità di un esperimento all’infinito. Ma non è così. E’una materia assai più infida, strisciante ed insidiosa. E’ la dimostrazione pratica che qualunque sistema chiuso e ordinato può essere facilmente destabilizzato immettendo un numero sufficiente di variabili. E’ la dimostrazione che il caos è contagioso ed endemico. Che la moltiplicazione dei fattori in gioco genera mostri deformi e, allo stesso tempo, terribilmente affascinanti. Una rappresentazione in scala dell’entropia contro la quale ogni giorno ci sforziamo di combattere, e la dimostrazione che i nostri sforzi di mantenere l’ordine servono solo a tamponare e ritardare la sua inevitabile insorgenza.

 

Il caos alla fine vince sempre. Vale per la nostra esistenza come per il nostro fiammante laptop nuovo di pacca. Per quanto ti sforzi di mantenere tutto in uno stato di perfetta efficienza, la verità e che gli uni e gli zeri che vanno a comporre la tua installazione di windows si deteriorano man mano che vengono usati. Si deformano. Vengono sepolti da dati inutili che si insinuano tra le pieghe dell’hard disk appesantendolo, allo stesso modo in cui l’adipe si deposita inesorabilmente sottopelle andando a formare le maniglie dell’amore. E che sia il software e l’hardware invecchiando perdono di valore alla velocità della luce, fino a diventare prima un cimelio per i fanatici del retro-computing e poi un oggetto completamente non-compatibile (e quindi, inutile).

 

Due più due raramente fa quattro. Fa tre, cinque, spesso quattro e mezzo. Oppure fa rosso, verde, Alto, basso, 180 gradi, do la si sol fa re. Meglio abituarsi all’idea che nell’informatica come nella vita che non si possono prevedere i risultati di quello che stai facendo, e che ripetere le stesse azioni non porterà allo stesso risultato, per bello o brutto che sia.

 

L’improvvisazione, come sempre, salverà il mondo.

April 15

Siete sempre voi il Maestro

E si parlava del myspace della mia band, e di internet 2.0 in generale...
 
Dave says:
ma soprattutto quanti amici abbiamo, io non lo sapevo de avè così tanti amici
Dave says:
ma chi è sta gente?
JiX! says:
simpatici curiosi
JiX! says:
gente che è venuta al concerto
JiX! says:
gente che conosciamo o gente che il sebo sta martellando
Dave says:
mo ce mando anche la lucia
Dave says:
che c'ha il myspace anche lei
Dave says:
ho scoperto stanotte
Dave says:
non so come sei messo tu
JiX! says:
nah io non ce l'ho!
JiX! says:
non sono abbastanza cccciovane
Dave says:
ma io me devo sistemà alla svelta perchè di qui a due anni se pasturerà solo multimediale
Dave says:
quindi o me tengo la mi frega da conto
Dave says:
o in breve finisco fori mercato HAHA
JiX! says:
c'è un alternativa...
JiX! says:
noi siamo stagionatelli
JiX! says:
e comunque
JiX! says:
man mano che se va avanti
JiX! says:
pastureremo sempre piu babbione par nostro
JiX! says:
quindi
JiX! says:
gente fori moda quanto noi
Dave says:
ma guardali sti utenti myspace
Dave says:
tutti a fa "mado so fico de brutto" oh, tutti sensibili e un pò scoglionati...
JiX! says:
Dave says:
li voglio a vedè a trombà dopo, forti dei tutorial de photoshop
March 08

Hate Saves the Day

 

Qualcuno la conosce già, ma vale la pena raccontarla per bene. Una volta per tutte.

Allora, sappiate che ho smarrito la patente. Per la precisione, furto con sfondamento del vetro. Si imponeva di rifarla in fretta, visto che guido una macchina che farebbe schifo pure a un albanese e che mi fermano a cadenza regolare di 72 ore.

 

Dopo quattro tentativi falliti in questura per assenza della linea, il 2 marzo alle 12, spinto dal mio prodigioso sesto senso che mi diceva inequivocabilmente che a quell’ora i macchinari funzionavano alla perfezione, faccio una deviazione dal percorso usuale per andare al lavoro e vado di nuovo in questura.

 

Oggi non posso fallire.

 

Parcheggio in area zebrata, metto le 4 frecce, ho estremamente fretta. Alle 12.40 devo essere al lavoro. Almeno una volta a settimana ci devi arrivare in tempo, è importante per il morale dell’ufficio. Ho 10 minuti per andarmene con la patente.

All’ingresso, nella guardiola, da dietro il vetro vengo occhieggiato da un celerino imberbe, con grandi occhi acquosi e verdastri che gli danno un’aria fragile e inoffensiva. Lo vedo prendere fiato e caricarsi mentre mi avvicino, e finito di radunare le forze mi apostrofa con un “Che deve fare?” che vorrebbe suonare imperioso. Io rispondo anonimo “il permesso provvisorio di guida”

 

Viene subito al punto. “Si ma la macchina la deve spostare, non può parcheggiare li!

Vengo subito al punto “sia gentile, solo 5 minuti, il tempo di ritirarlo. Il parcheggio è lontano e fra 5

minuti devo essere al lavoro”.

 

La risposta è un secco “O la sposta o qui non entra”. Condito con un sorriso di goduria da esercizio dell’autorità.

 

Gesto di stizza (mio). Non saluto. Prendo l’auto, faccio 5 min di giri a vuoto e trovo un parcheggio. Al mio ritorno, rimango senza parole. Due macchine sull’area zebrata e il celerino non si muove, anzi lascia passare.

 

Non riesco a credere a quanto sono fortunato.

 

Arrivo rapido come un missile, busso sul vetro, mi avvicino alla finestrella e dico “E quella gente li non la fa spostare?” L’omino in divisa ha un sussulto, mentre il cervello pensa in fretta. Decide per l’arroganza. “Quella gente li rimane in macchina, non sosta. Quindi li ci può stare. Non devi dirmi tu come fare il mio lavoro”

 

Eddai. Troppo facile.

“A me pare di si, invece. Se rimani in macchina è parcheggio, se esci sosta. Su un’area zebrata non si può nè sostare nè parcheggiare. E comunque sono abbastanza grande perchè possa darmi del lei.”

 

Boccheggia di nuovo. Gli occhi corrono veloci a destra e sinistra. Lo vedo gonfiarsi, tirarsi su di un botto  ed uscire dalla guardiola a grandi passi. Continuo a non credere a quanto sono fortunato. Un celerino insicuro ha voglia di mettermi le mani addosso. Ti prego, fallo. Ti prego.

Uscito fuori si pianta davanti a me con fiero cipiglio, ma gli occhi da pesce non lo aiutano quando si tratta di fare il duro.

 

“Ma che vuoi? Vedi di andare dentro che è meglio e mi sa che ti conviene (e bla blabla  su questo stile)”  Io non mi ricordo  quale stilettata devo avergli tirato, però mi ricordo che in mezzo alla discussione la sua rabbia stava montando come un soufflè. Ad un certo punto decido che ne ho abbastanza, gli metto una mano sul petto e gli do due pacche sulle spalle in sequenza “Si. Va beh. Dai. EEEEEEh come no. Hai ragione. Sei più contento così? Te lo ripeto su. Hai ragione. Eh già. Mo vado, non è granchè come conversazione. Passa una splendida giornata, eh??”

 

Coitus interruptus. E infatti è rimasto insoddisfatto. Mi disimpegno ed entro, sperando di averla fatta franca. Rimane fuori, impalato sotto il sole di marzo. Comincio le procedure. Mi prendono i documenti, le foto, mi danno un foglio da firmare. Sto per farcela! Quando la porta sbatte violentemente e il celerino irrompe con fare nevrotico.

 

“Questo signore ha parcheggiato sulle strisce! Non voleva spostarla! Se l’è presa con me perchè adeso ci sono altre macchine sulle strisce! Mi ha dato dell’incompetente! Tra l’altro la passat è pure del collega moretti della digos!”

 

AHA. Digos. Il momento della verità, baby.

 

Questa si chiama confessione involontaria. Ma perfino la confessione sparisce dinanzi al tono querulo con cui si lamenta con i colleghi. Pare un bimbo che protesta dalla mamma.

Io non  riesco più a contenere il mio sarcasmo.

 

“Non... non ci posso... credere. Hai fatto la spia! (risata). Adesso si che sono nei guai”

Accusa, mi ignora, e continua a blaterare. Il collega gli chiede:

“Ma poi la macchina l’ha spostata?”

“Beh si ma che c’entra”

 

Io rido, forte. Il colllega scuote la testa. Non può dirmi niente. Un senso di impotenza si impossessa di lui mentre occhi-a- pesce se ne va, sbattendo di nuovo la porta.

 

Io “Brutto il lunedì eh?”

Lui “E’ martedì. Comunque lei fa troppo il furbo con queste risposte”

Io “Ma ringraziate che la butto sul ridere.”

 

Su questa frase, occhi a pesce rientra, con lo sguardo di un bambino che fa il vago. Mi supera mentre gli sorrido da squalo, entra dentro l’ufficio (oltre il vetro) e dice sottovoce: il collegamento è interrotto anche oggi, VERO?”

 

Io, da fuori “Infantile. E prevedibile.”

 

I colleghi cominciano a traccheggiare. Si sentono delle merdacce a fermare tutto il processo su richiesta di un collega astioso, ma evidentemente per qualche regola non scritta sono tenuti a farlo. Il tizio davanti a me boccheggia, inventa qualche scusa, prima mi ignora, poi fa finta di controllare, poi adduce come scusa che li perdo troppo spesso.... poi alla fine disperato mi chede di tornare, quasi per favore personale. Nel frattempo guardo il pesce umano e ogni tanto faccio il gesto di applaudire con le mani. Lui guarda basso e cincischia con la fondina.

 

Me ne vado senza patente (ancora, al giorno d’oggi, non son riuscito a rifarla), in ritardo al lavoro ma incredibilmente divertito dalla vicenda. Il buonumore mi dura tutto il giorno. Sono ripassato due volte ma il pesce non c’era. La morale è: Rovinare la giornata a un pirla  fa molto meglio al morale di due coccole e una pacca sulla palla.

 

Dove sei, pesce? Mi manchi tanto!

 

March 03

Chi ben comincia.....

 
"I consigli del vecchio Pork Chop Express sono preziosi, specialmente nelle serate buie e tempestose, quando i fulmini lampeggiano, i tuoni rimbombano e la pioggia viene giu' in gocce pesanti come piombo. Basta che vi ricordiate cosa fa il vecchio Jack Burton, quando dal cielo arrivano frecce sotto forma di pioggia e i tuoni fanno tremare i pilastri del cielo. Sì, il vecchio Jack Burton guarda il ciclone scatenato proprio nell'occhio e dice: "Mena il tuo colpo più duro, amico. Non mi fai paura"
 
(Jack Burton, Grosso Guaio a Chinatown)
February 12

Sempre peggio

 
"prego, si accomodi"
 
la signora entra traballante, seguita dal marito-fuco, che imbraccia un cihuahua (o come cazzo si scrive) come fosse un kalashnikov. Il topo in questione è inguainato in una sorta di maglioncino rosso di latex che (se possibile) lo rende ancora più grottesco. Lo vedi che si guarda attorno, in cerca di qualcosa di spiritoso da dire. Nel silenzio totale, potresti sentire i suoi ingranaggi che ronzano e le ruote dentare che si incastrano mentre i criceti che ha nella testa fanno  del loro meglio.
 
improvvisamente, si illumina.
 
LUI "Heh! gliela facciamo al carta a lui? (indica il cane)"
 
IO (serissimo): Ha 15 anni?
 
LUI (incerto) eh no... perchè non sapevo... quindici anni... ah bè.
 
IO E' necessario che abbia almeno 15 anni, e dovete portarmi i suoi genitori. con carta di identità e pedigree. La liberatoria gliela facciamo firmare con l' impressione della zampa. Sennò non possiamo fargliela valida per l'espatrio, capisce.
 
LUI (nel panico) Ma le carte di identità del cane non sono praticamente i microchip?
 
IO Già. Eccoli qui. (sventolo una carta di identità elettronica)
 
(silenzio assoluto per 5 minuti)
 
LUI Ma non è mica vero!
 
IO No, ma per un attimo ci è cascato. Non neghi. L'ho vista. 
January 28

Moment of clarity

 
La vita, un po' come il culturismo, è fatta a cicli.
Solo ora mi rendo conto che sto ripercorrendo lo stesso punto del cerchio in cui ero 5 anni fa.
 
Solo che il cerchio è più largo, e io giro più veloce.
 
Aumenta la velocità, aumenta la distanza effettiva percorsa.
La circolarità e il tempo impiegato per tornare al punto di partenza rimangono invece una costante.
 
Il buon lorenzo Cherubini su "Mumbojumbo" stasera sintetizzava il mio pensiero cosi:
 
(....dopo aver elencato la lista infinita di cose da lui fatte in vita)
E così sono sceso in pianura e ho comprato una vacca al mercato di Dehli
Ci ho fondato una nuova religione e ho raccolto devoti, invasati e infedeli

Con le offerte ci ho preso un diamante che in ogni momento cambia riflesso
E ogni cosa che guardo lì dentro è sempre diversa ma è sempre lo stesso
E ogni volta che guardo lì dentro è sempre diversa… ma è sempre lo stesso

 
December 30

Humour mezzo-inglese

 
 
Pre 4.57 Am, casa mia. Conan il Barbaro su Sky HD. Una cannetta in corpo. Due amici. La mia idea del paradiso....
 
(scena in cui Conan e compagni si stanno infiltrando nella rocca di Thulsa Doom passando attraverso le caverne, in cui lavorano centinaia di operai, una sorta di fonderia gigante)
 
Io: "I costumi non sono realistici. Fammi capire. Ma perchè sti tizi dovrebbero indossare degli elmi in una fonderia?"
 
MaT: "Per la 626"
December 19

Miserere informatico

 
Allora, fatemi capire.
Contro ogni logica e per puro feticismo installo Vista 32 bit, aspettandomi tuoni fulmini e antiche maledizioni sumere, oltre che la requisizione immediata e di tutte le mie risorse di sistema. E non accade.
 
Pesantuccio ma alleggeribile, solido come una roccia e soprattutto me riconosce TUTTO alla prima installazione. Perfino la mia vecchia scheda TV anteguerra. Rimango basito anche nel constatare che i programmi funzionano tutti (e io ne uso parecchi) e che il fatto che il software non si possa crackare sotto Vista è pura superstizione informatica.
 
Non pago e ancora più feticista metto da parte l'installato in un bel Ghost. Perchè voglio un sistema a 64 bit, anche se non serve a un cazzo. Però senti come riempe la bocca. SESSANTAQUATTRO BIT. Ma si dai. Non importa che il 64 bit sia una tecnologia trascuratissima in ambito windows, non importa che nessuo sa chiaramente cosa ci funziona quando e come e se funziona in emulazione (quindi più lenta) oppure no. Non importa. Getta il Quore oltre l'ostacolo. Vaaaaaaaaa oltre le stelle, vaaaaaa... (alabarda spaziale!)
 
Mi ritaglio una seconda partizione. Mi dico, 18 giga basteranno. non bastano. Solo l'installato ne occupa 12. Però il multiboot va come un treno e sono felice. Comincio a configurare. Con mia massima sorpresa mi rendo conto che sta performando meglio, soprattutto sugli accessi al disco. Cazzo, oh è più leggero. Uno dopo l'altro, i programmi funzionano tutti., Oh non ce posso crede. Ma si dai che ce la possiamo fare. All'urlo di battaglia di SESSANTAQUATTROBIT O MORTE..... cancello l'altra partizione per inglobarla in questo nuovo sistemino. E riavvio.
 
Peccato che l'altra partizione fosse quella attiva. E adesso non si avvia più un cazzo.
 
Sono io il collo di bottiglia di questo sistema.
Altro che Bill Gates.  
 
December 14

Grottesco.

 

Ore 15.35:

The Chosen One, nel silenzio più totale, è appena esplosa in un "il mio problema è che penso troppo"

 

Mi sono sentito implodere, poi esplodere. Ma mi son contenuto. Ed ho subito rinterzato col mio solito discorsetto:

 

"alla fine gli esseri umani si distinguono per gradi di consapevolezza, B. non farti una colpa del tuo troppo pensare. E' un privilegio e devi andarne orgogliosa."

 

Lei: "Duh....che?" 

 

Io: "Ok, hai ragione tu. Pensi troppo."

 
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